martedì 17 maggio 2011

IGOR' - ИГОРЬ

Autore: Carlo Spera
Tratto da: 
“Viaggio al termine della notte.
20 anni dopo l'esplosione della centrale di Cernobyl”
Casa editrice: ViediMezzo
Data: 2006

Автор: Карло Спера
Из: 
Путешествие на край ночи
20 лет после взрыва на ЧАЭС”
Издательство: ViediMezzo (Италия)
Дата:
 2006
 г.
К сожалению, русского оригинального текста интервью нет.


IGOR'

Capo di un dipartimento del Comitato Statale della Bielorussia per la gestione delle problematiche di Cernobyl

Io sono il capo del dipartimento delle cure, della salute, della medicina e dell’assistenza sociale. Insomma, del dipartimento che si occupa di tutto quello che riguarda le persone colpite dall’incidente di Cernobyl. Sono una specie di coordinatore: tutto deve essere gestito dai ministeri, ad esempio della salute se ne deve occupare il ministero della sanità, però io ho il compito di controllare che le persone abbiano realmente un aiuto adeguato.

Le categorie di persone che hanno diritto a essere aiutate perché vittime di Cernobyl sono queste: tutti coloro che abitano in territori contaminati da uno o più curie; gli invalidi che hanno perso la salute a causa dell’incidente; coloro che hanno partecipato alla liquidazione del disastro e coloro che sono stati evacuati dalle zone dove la contaminazione superava i cinque curie.

Il sistema che garantisce gli aiuti sociali è molto semplice, e si basa su questo principio: quelli che sono stati più colpiti vengono aiutati di più. E questo vale anche per i Liquidatori: più tempo sono stati a contatto con le radiazioni e più vengono aiutati. Ma i più curati, i più protetti, sono sicuramente i bambini che vivono in zone contaminate: gli aiuti, per loro, incominciano prima della nascita. Le donne incinte hanno diritto a un periodo di riposo più lungo se vivono in zone a rischio e subito dopo la nascita del bambino usufruiscono di un contributo economico che è il doppio del normale. Inoltre le mamme di questi bambini sono esentate dal pagare l’iscrizione all’asilo nido e anche in seguito il periodo scolastico è completamente gratuito: gratuiti gli alimenti, l’assistenza medica, ma anche i periodi annuali di risanamento in strutture specializzate. Inoltre, una volta terminata la scuola, hanno facilitazioni per entrare nelle università e spesso riescono a beneficiare di borse di studio che coprono più del cinquanta percento delle spese universitarie. Tutti i bambini sono comunque registrati in una banca dati speciale, a seconda del territorio dove abitano; ed è grazie a questa banca dati che noi riusciamo a capire quali sono le priorità di intervento e a stabilire una tabella che indichi cronologicamente le date in cui i bambini devono essere controllati.

Un altro gruppo che beneficia di molte cure è quello degli invalidi, di cui fanno parte le persone che abitano in zone contaminate, i Liquidatori, quelli che sono stati evacuati e tutti i bambini malati di tumore. Tutti, senza tener conto del luogo in cui abitano o da dove provengono: per noi tutti i tumori infantili sono una conseguenza diretta della catastrofe di Cernobyl. Per queste persone è tutto gratuito: gratis le cure, i sanatori, le cure odontoiatriche. Quando viene stabilito con una diagnosi che il soggetto è da considerarsi invalido, a lui viene dato un contributo economico annuale. Se il soggetto è invalido di prima categoria il contributo è pari a circa seicento dollari; man mano che la categoria aumenta prendono meno soldi. Quelli che svolgono attività lavorative hanno due settimane in più di vacanze pagate all’anno, e per loro è stata fatta una legge che li esenta dal pagare le tasse. Sono privilegiati anche per quanto riguarda gli alloggi: possono accaparrarsi un appartamento dello stato senza fare la fila. Inoltre hanno la possibilità di contrarre mutui senza dover pagare percentuali alle banche. Questo se vogliono costruirsi una casa; anzi, nel momento in cui riescono a saldarne metà, spesso lo stato estingue il resto del debito. Naturalmente le spese di gestione dell’appartamento, ovvero gas, luce e acqua vengono divise al cinquanta percento tra lo stato e il padrone di casa. Gli invalidi usufruiscono di tutti i pullman urbani gratuitamente e a coloro che hanno necessità di un’automobile lo stato gliene regala una speciale. Le persone che lavorano nei parchi ecologici all’interno di zone contaminate usufruiscono invece di altri sostegni: la loro settimana lavorativa è più corta, il mangiare è gratis e hanno diritto a trascorrere un mese all’anno in sanatorio. Anche le persone che sono state evacuate dalle zone contaminate hanno dei privilegi: per prima cosa hanno diritto immediatamente a un alloggio gratuito, e poi, il giorno dello spostamento, ricevono un indennizzo che è quattro volte superiore al normale. Naturalmente le spese di viaggio e quelle per il trasloco sono a carico dello stato. E poi ogni membro della famiglia prende un contributo economico e per tre anni nessuno è tenuto a pagare le tasse.

Posso affermare che più di così non si può fare per aiutare queste persone, però sono sicuro che se mai troveremo il modo di far meglio sicuramente lo faremo.

Fortunatamente adesso non siamo in una situazione critica, coloro che vivevano nelle zone più contaminate sono già stati spostati. Oggi nessuno vive o lavora in zone dove si rischia la vita. Le zone maggiormente a rischio sono tutte chiuse. In questi anni abbiamo lavorato bene, soprattutto per i bambini. Posso dichiarare che i risultati sono notevoli, molto più che in Ucraina e Russia. Vi faccio un esempio: il livello di salute dei nostri soldati è più alto tra coloro che provengono dalla regione di Gomel’, e cioè dalla zona più contaminata. E questo perché, sin dalla nascita, sono stati tenuti sotto controllo.

Il nostro governo si è comportato bene. Ha aiutato e continua ad aiutare tutti, senza valutare se uno è ricco o è povero. Questo i paesi esteri e la banca mondiale non riescono proprio a capirlo. Spesso ci rimproverano di aiutare ancora i Liquidatori che hanno lavorato alla centrale venti anni fa: adesso abitano tranquillamente in zone pulite e non devono essere aiutati, questo ci dicono. Allora io chiedo loro: se domani accadesse una nuova tragedia dove andremo a trovare persone disposte a sacrificarsi?

Venti anni fa non tutti sapevano. Cernobyl è stato il primo disastro nucleare di portata mondiale. Eravamo ignoranti, non conoscevamo l’argomento né i reali pericoli per la salute. Inoltre la maggior parte della gente rifiutava di usare precauzioni perché diceva che un uomo, se non vede il nemico, non crede di essere realmente in pericolo.

A volte capita di sentire che sono morti il cinquanta percento dei Liquidatori. Non è così, le cifre reali sono altre: su centoquindicimila Liquidatori ottomila sono invalidi e circa ottomilacinquecento sono morti. Non voglio che pensiate che Cernobyl abbia migliorato la salute della gente, però neanche che crediate a quello che si dice, e cioè che siano morti tutti. Questo perché, ve lo ripeto, lo stato ha lavorato bene. Sono state spostate centotredicimila persone, circa cinquecento villaggi sono stati liquidati, duecentotrenta ne sono stati costruiti in zone pulite e circa seimila famiglie sono state spostate a Minsk e in altre città della repubblica.

Quando sono venuto a lavorare qui ero ancora studente di giurisprudenza. Provengo dalla regione di Gomel’ ma sono venuto qui a Minsk nel 1976 per studiare. A Gomel’ è rimasta mia madre, mentre mia nonna viveva in una zona contaminata. Adesso è morta. In quelle zone oggi non è più permesso abitare, anche se da un po’ di tempo stiamo registrando due diversi processi in atto. Mi spiego: ci sono quelli che vogliono andar via e quelli che vogliono tornare. Mi è anche capitato di incontrare persone che non si sono mai volute spostare, che si sono opposte con determinazione all’evacuazione.

Una settimana fa sono stato in quelle zone per un convegno e ho approfittato per far visita a una famiglia che si è sempre rifiutata di andar via. Li ho conosciuti cinque anni fa: moglie e marito. Lei contadina, lui invalido di guerra, senza una gamba. Tre figli. Al tempo dell’evacuazione lui ha deciso che i figli dovevano andar via ma che lui sarebbe rimasto lì. La moglie voleva partire ma lui ha deciso che sarebbero rimasti. E così è stato. Una settimana fa sono andato a vedere come vivevano, beh, la moglie è morta e lui è rimasto solo. Mi ha detto di non voler raggiungere i figli ma di voler continuare a vivere lì, che la patria è sempre la patria.

Anche quelli che vogliono tornare lo fanno soprattutto perché non sopportano di dover vivere lontano da dove sono nati. Si tratta perlopiù di gente anziana che vuole finire la vita lì dove l’ha cominciata. Con l’evacuazione questa gente ha perso la propria identità e, almeno in punto di morte, vuole riconquistarla.

Lei mi chiede se è vero che il governo bielorusso favorisce l’ingresso nelle zone contaminate a popolazioni povere straniere; se attira questa gente con la speranza di un lavoro, di una casa e di alti stipendi. Lei dice di averlo letto ma che non vuole crederci, che ha dei dubbi sull’autenticità di questa notizia. Beh, le dico che fa bene ad avere dei dubbi. Per prima cosa gli stipendi, per chi vive in zone contaminate, non sono poi così alti. Secondo, in quelle zone non c’è mancanza di maestri, di medici o di specialisti in generale. Noi abbiamo un sistema per garantire specialisti e lavoratori alle strutture in quelle zone: prima di tutto quelli che vogliono prendere una laurea hanno la possibilità di avere una laurea privilegiata con garanzia di ritorno. Mi spiego: se io abito in una zona contaminata posso andare via ed entrare all’università senza dover affrontare esami e senza pagare tasse. In più per me l’alloggio e la mensa sono gratuiti. Però, in cambio, garantisco allo stato che dopo la laurea tornerò a lavorare nella zona contaminata dove sono nato. Certamente nessuno da Minsk va in quelle zone a lavorare, però coloro che in quelle terre sono nati e cresciuti si rendono conto di com’è lì la vita e vogliono tornarci per aiutare. Non nego che se tornano vengono pagati con uno stipendio alto che cresce di anno in anno, ma le motivazioni sono altre.

Quindi le ripeto che fa bene ad avere dei dubbi. Quello che si dice è falso, per la semplice ragione che lo stato bielorusso non ha bisogno di ripopolare una zona già di sé popolosa. Pensi, per fare un esempio, che in alcune zone il numero delle infermiere e dei medici è di gran lunga superiore alle necessità.

Il giorno dell’incidente ero da mia madre e non ho saputo niente. I primi giorni non ci hanno informati di niente. È vero che prima della dichiarazione di Gorbačëv, il tre maggio, erano stati evacuati da alcuni villaggi i bambini e le donne incinte, però era stato fatto senza dare spiegazioni. Ricordo che qualche notizia era già volata in aria, però per noi a quell’epoca era importante l’informazione ufficiale dello stato. E la televisione non ha detto niente.

Personalmente non ho partecipato al processo di evacuazione, ma dai racconti dei miei parenti ho saputo che le prime tappe sono state molto difficili proprio perché i militari non davano spiegazioni. Neanche loro forse sapevano, per questo dicevano che lo spostamento era temporaneo. In sostanza alle persone che sono state spostate per prime a pochi chilometri di distanza dicevano che una volta che si fosse stabilizzata la situazione sarebbero potute tornare alle proprie case. Non fu così, perché la situazione peggiorò e la gente fu spostata ancora più lontano. Non rividero mai più le loro case, i loro animali.

Però le tappe successive al tre giugno sono state organizzate meglio. Non hanno spostato solo le persone, ma anche le merci, le macchine e gli animali.

Io non so cosa abbia provato quella gente. Posso solo dire che è molto grave il fatto che le autorità dell’epoca non abbiano detto loro la verità su quello che stava accadendo. Forse, però, non sarebbe cambiato niente. L’unica cosa che si poteva fare era organizzare l’evacuazione e distribuire medicinali a base di iodio. Solo questo poteva servire. Ed è stato fatto, anche se i medicinali non sono stati sufficienti per tutti. Non bisogna dimenticare che sono stati colpiti tutti i cittadini.

Purtroppo dopo venti anni si tende a valutare l’operato del nostro governo basandosi sulle informazioni che abbiamo oggi, dimenticando che  Cernobyl è stata la prima catastrofe nucleare della storia. Oggi sappiamo che un’esplosione, in un piccolo posto come la stazione nucleare di Cernobyl, può fare male a tutto il mondo. E il mondo, oggi, ha il dovere di studiare approfonditamente la nostra esperienza. Purtroppo più il tempo passa e più le persone dimenticano. Nessuno sa che cosa succederà a questo nostro popolo tra trenta o cinquanta anni, cosa succederà ai nostri figli che nascono con le radiazioni. E questi sono problemi che riguardano tutto il mondo, non solo la Bielorussia. Noi non nascondiamo niente a nessuno. Vogliamo che gli altri paesi e gli altri popoli vengano qui da noi a studiare la situazione. È con lo studio e dai nostri errori che si può partire affinché Cernobyl non si ripeta mai più.

Intervista di Carlo Spera

giovedì 12 maggio 2011

VAMPA MORTALE - СМЕРТЕЛЬНАЯ ВСПЫШКА



Autore: Alёna Eliseeva
Titolo: “Vampa mortale”
Tratto dalla mostra: “Cernobyl - 25 anni dopo
Ente: Scuola d'arte per bambini di Klincy
Data: 2011

Автор: Алёна Елисеева
Название: “Смертельная вспышка”
Из выставки: “Чернобыль - 25 лет спустя”
Учреждение: Детская художественная школа г. Клинцы
Дата: 2011 г.

mercoledì 11 maggio 2011

PAPAVERI ROSSI - КРАСНЫЕ МАКИ

Data: 25.04.2011
Luogo: Biblioteca per giovani di Klincy (Russia)
Evento: Café scientifico-letterario «La Memoria di Cernobyl»
Organizzatori: volontari dell’eko-club «Sozvezdie» di Klincy
Canzone: «Papaveri rossi»
Video: Jurij Otrjaskin
Traduzione e sottotitoli: S.F.
Cantano: Anja, Katja, Sasha, Ol'ga

Дата: 25.04.2011 г.
Место: Юношеская библиотека г. Клинцы
Мероприятие: Научно-литературное кафе «Память Чернобыля»
Организаторы: волонтёры эко-клуба «Созвездие» г. Клинцы
Песня: «Красные маки»
Видео: Юрий Отряскин
Перевод и субтитры: С.Ф.
Поют: Аня, Катя, Саша, Ольга


КРАСНЫЕ МАКИ
на мотив песни «Маки»

На Чернобыльских местах пустота.
Над городом Припять тишь.
Словно не было АЭС, но АЭС
Похоронена на дне тишины.

И, казалось бы, всему вышел срок.
25 лет менялась в море вода,
А как выйдешь, как шагнешь за порог
И от маков не уйти никуда.

Маки, маки, красные маки,
Горькая память земли.
Неужели вам снятся пожары,
Неужели вам снятся пожары
И те, кто там навек полегли.


PAPAVERI ROSSI
sul motivo della canzone «Papaveri»

Nei luoghi di Cernobyl c’è il vuoto.
Sopra la città di Pripjat’ tutto tace.
Come se non ci fosse una Centrale,
Ma essa è seppellita sul fondo del silenzio.

E pare come se tutto avesse fatto il suo tempo.
Per 25 anni l’acqua si è cambiata nel mare,
Ma come entri, come oltrepassi la soglia,
Non potrai mai più evitare i papaveri.

Papaveri, papaveri, papaveri rossi,
L’amara memoria della terra.
Davvero vi appaiono in sogno gli incendi?
Davvero vi appaiono in sogno gli incendi
E coloro che giacciono là in eterno?

martedì 10 maggio 2011

QUEL GIORNO D'APRILE - ТОТ ДЕНЬ АПРЕЛЯ

Data: 25.04.2011
Luogo: Biblioteca per giovani di Klincy (Russia)
Evento: Café scientifico-letterario «La Memoria di Cernobyl»
Organizzatori: volontari dell’eko-club «Sozvezdie» di Klincy
Poesia: «Quel giorno d'aprile»
Video: Jurij Otrjaskin
Traduzione e sottotitoli: S.F.
Autore: Nikolaj Astepenko

Дата: 25.04.2011 г.
Место: Юношеская библиотека г. Клинцы
Мероприятие: Научно-литературное кафе «Память Чернобыля»
Организаторы: волонтёры эко-клуба «Созвездие» г. Клинцы
Стихи: «Тот день апреля»
Видео: Юрий Отряскин
Перевод и субтитры: С.Ф.
Автор: Николай Астепенко




ТОТ ДЕНЬ АПРЕЛЯ

С.Г. Ковалёву

Чернобыль – случайностей фактор...
Апрельским трагическим днём
Страшней Хиросимы реактор
Невидимым жахнул огнём.

В тот год мы на Первое мая
Под шелест державных знамён
Шагали в колоннах, не зная,
Что стронцием взяты в полон.

Полнейшая в воздухе ясность,
Мы шлём Первомаю привет...
Смертельная эта опасность
Осталась на тысячи лет.

Николай Астепенко
Клинцы, 2001 года



QUEL GIORNO D’APRILE

a S.G. Kovalëv

Cernobyl’ – di casualità fattore…
In un tragico giorno d’aprile,
Più spaventoso d’Hiroshima il reattore
Scoppiò d’un fuoco invisibile.

Quell’anno per il Primo Maggio
Sotto il fruscio delle insegne di Stato
Sfilavamo in colonne, ignari
D’essere travolti dallo stronzio.

Una limpidezza assoluta nell’aria,
Noi il Primo Maggio salutiamo…
E con quel pericolo mortale
Per migliaia di anni rimaniamo.

Nikolaj Astepenko
Klincy, 2001

lunedì 9 maggio 2011

INCHIESTA: CERNOBYL, 25 ANNI DOPO… VOCI DA NOVOZYBKOV (parte 2) - ОПРОС: ЧЕРНОБЫЛЬ, 25 ЛЕТ СПУСТЯ… ГОЛОСА ИЗ НОВОЗЫБКОВА (часть 2)

Inchiesta: Cernobyl, 25 anni dopo... Voci da Novozybkov”
Data: 2011
Autori: volontari dell’eko-club “Zelënyj Mir” di Novozybkov
Traduzione: S.F.

Имя и фамилия: Чернобыль, 25 лет спустя... Голоса из Новозыбкова
Дата: 2011
Авторы: волонтёры эко-клуба «Зелёный Мир» г. Новозыбков
Перевод: С.Ф.


ЧЕРНОБЫЛЬ, 25 ЛЕТ СПУСТЯ… ГОЛОСА ИЗ НОВОЗЫБКОВА
(часть 2)

1.Ощущаете ли вы на себе воздействие радиации?
2.Чем для вас стал Чернобыль?

CERNOBYL, 25 ANNI DOPO… VOCI DA NOVOZYBKOV
(parte 2)

1. Percepisce su di sé gli effetti delle radiazioni?
2. Che cosa è diventata per lei Cernobyl?


Людмила Ивановна Мясникова, 46 лет, домохозяйка

1. В первые годы после аварии мы ничего не ощущали, но с каждым годом чувствуем, как ухудшается здоровье. Обычные, на первый взгляд, заболевания, очень быстро перерастают в хронические. Дети стали болеть чаще и продолжительнее.

2. Чернобыль – трагедия для всех жителей города. Очень страшно, что бороться приходится вслепую. Радиациивраг невидимый.

Ljudmila Ivanovna Mjasnikova, 46 anni, casalinga

1. Nei primi anni dopo l’incidente non percepivamo niente, ma ora anno dopo anno sentiamo come la salute stia peggiorando. Malattie a un primo sguardo normalissime finiscono per cronicizzarsi molto velocemente. I bambini hanno cominciato ad ammalarsi più spesso e più a lungo.

2. Cernobyl è una tragedia per tutti gli abitanti della città. È spaventoso che con essa bisogna combattere alla cieca. Le radiazioni sono un nemico invisibile.


Нина Николаевна Лисица, 47 лет, продавец

1. Жили, не придавали значения тому, что частые болезни детей связаны именно с радиацией. Старший родился в год аварии, но болел редко, а вот младшему, который появился на свет спустя 10 лет, досталось. С 5-летнего возраста частые головные боли, головокружения, любые нагрузки заканчивались постельным режимом. И сама чувствую, что здоровье подорвано. Много хронических заболеваний, быстрая утомляемость. Необходимо каждый год проходить обследования.

2. Чернобыль – постоянный источник волнений, переживаний за себя и семью. Что нас ждёт? Мы «срослись» с радиацией, забывая о том, насколько она страшна и опасна.

Nina Nikolaevna Lisica, 47 anni, venditrice

1. Vivevamo senza dare importanza al fatto che le frequenti malattie dei bambini fossero collegate proprio alle radiazioni. Nostro figlio maggiore è nato nell’anno dell’incidente, ma si ammalava raramente, mentre il minore, che è venuto al mondo 10 anni più tardi, se le è prese tutte. Dai cinque anni di età frequenti mal di testa, giramenti di capo, qualunque sforzo eccessivo finiva con un regime di riposo a letto. Io stessa sento che la mia salute si è come spezzata. Ho molte malattie croniche, mi affatico molto rapidamente. Ogni anno devo fare un controllo medico.

2. Cernobyl è una fonte continua di preoccupazioni e ansie per sé e per la propria famiglia. Che cosa ci aspetta? Noi ci siamo “congiunti” con le radiazioni, dimenticandoci di quanto siano spaventose e pericolose.


Елена Ивановна Пинчукова, 46 лет, помощник санитарного врача

1. Я работаю в СЭС (санитарно-эпидемиологическая станция), поэтому об аварии узнала сразу, 26 апреля. Установили круглосуточное дежурство, но было тихо, никакой паники и официальных сообщений, хотя мы понимали, что происходит что-то страшное. Ничего не изменилось и во время майских праздников – демонстрация, дачи, отдых в лесу и на реке. Потом только стала поступать информация, а на лужах появились непонятные разводы… Столько лет живём с одной мыслью о том, что с нами будет. Страх перед неизвестностью сроком в 25 лет. Дети болеют, здоровые люди чувствуют себя инвалидами. У меня проблемы со щитовидной железой.

2. Чернобыль – это трагедия, тяжкий крест для всех живущих в зоне  поражения.

Elena Ivanovna Pinčukova, 46 anni, assistente sanitaria

1. Lavoro alla Stazione epidemiologica-sanitaria, per questo dell’incidente lo venni a sapere subito, il 26 aprile. Stabilirono una turnazione giorno e notte, tuttavia c’era silenzio, niente panico né comunicazioni ufficiali, anche se noi capivamo che era successo qualcosa di terribile. Nulla mutò neanche durante le feste di maggio – la manifestazione, le dace, le gite nel bosco e al fiume. Soltanto in seguito cominciarono ad arrivare informazioni e nelle pozzanghere comparvero delle strane macchie… Quanti anni ormai viviamo con il solo pensiero di quello che potrà capitarci. Una paura davanti all’ignoto della durata di 25 anni. I bambini si ammalano, adulti nel pieno delle forze si sentono come invalidi. Io ho dei problemi alla tiroide.

2. Cernobyl è una tragedia, una pesantissima croce per tutti coloro che vivono nella zona contaminata.


Ольга Владимировна Кондратцева, 36 лет, продавец

1. В момент аварии наша семья не проживала в Новозыбкове, но по стечению жизненных обстоятельств уже много лет мы здесь. Здесь же и родилась наша дочь. Мысль о том, что мы живём в «зоне отселения» давно не даёт покоя. Растёт число больных онкологией. Меня прооперировали на предмет рака щитовидной железы. У 14–летней дочери слабая костная и мышечная системы, прогрессируют сосудистые изменения, ухудшается общее состояние здоровья.

2. Чернобыль – национальная трагедия. Прямое последствие радиации – генные мутации. Всё больше рождается детей с умственными и физическими отклонениями. Только здоровые люди могут быть полноценными гражданами своей страны.

Olga Vladimirovna Kondratceva, 36 anni, venditrice

1. Al momento dellincidente la nostra famiglia non abitava a Novozybkov, ma per una concomitanza di circostanze di vita siamo poi finiti a vivere qui per molti anni. Qui è anche nata nostra figlia. Il pensiero che noi viviamo nella “zona di trasferimento” non mi dà pace da molto tempo. Aumenta il numero dei malati oncologici. Io sono stata operata per un cancro alla tiroide. Mia figlia di 14 anni ha i sistemi ossei e muscolari molto deboli, le progrediscono alterazioni vascolari, le peggiora lo stato generale di salute.

2. Cernobyl è una tragedia nazionale. La conseguenza prima delle radiazioni sono le mutazioni genetiche. Sempre più spesso nascono bambini con alterazioni fisiche e mentali. Soltanto delle persone sane possono essere cittadini attivi a tutti gli effetti per il proprio paese.


Вероника Михайловна Алтухова, 31 год, домохозяйка

1. В своей семье последствия радиации выражаются в ухудшении здоровья. Чаще стали болеть дети. У взрослых и детей быстрая утомляемость, слабость, чаще  хочется отдохнуть.

2. Чернобыль – катастрофа. Не хочется верить, что это навсегда. Так хочется забыть об этом, а дышать чистым воздухом и видеть здоровых людей.

Veronika Michajlovna Altuchova, 31 anni, casalinga

1. Nella mia famiglia le conseguenze delle radiazioni si manifestano nel peggioramento della salute. I bambini hanno preso ad ammalarsi più spesso. Sia gli adulti che i bambini si affaticano subito, sono tutti più deboli, si ha sempre voglia di riposare.

2. Cernobyl è una catastrofe. Non lo si vuole credere che è per sempre. Vorrei tanto poter dimenticare tutto questo e respirare aria pura e vedere persone sane.

sabato 7 maggio 2011

VOGLIO TORNARE A CASA - ДОМОЙ ХОЧУ

Data: 25.04.2011
Luogo: Biblioteca per giovani di Klincy (Russia)
Evento: Café scientifico-letterario «La Memoria di Cernobyl»
Autori: volontari dell’eko-club «Sozvezdie» di Klincy
Canzone: «Voglio tornare a casa»
Video: Jurij Otrjaskin
Traduzione e sottotitoli: S.F.
Cantano: Anja, Katja, Sasha, Ol'ga

Дата: 25.04.2011 г.
Место: Юношеская библиотека г. Клинцы
Мероприятие: Научно-литературное кафе «Память Чернобыля»
Авторы: волонтёры эко-клуба «Созвездие» г. Клинцы
Песня: «Домой хочу»
Видео: Юрий Отряскин
Перевод и субтитры: С.Ф.
Поют: Аня, Катя, Саша, Ольга


ДОМОЙ ХОЧУ
на мотив песни «Последний бой»

Мы так давно, двадцать пять лет, не любим солнца,
Хоть говорят врачи, что нет на теле ран.
Нам кровь щекочет распадающийся стронций,
Нам душу режут галий, цезий и уран.
Ещё рентгенчик, ещё чуть-чуть,
Последний БЭР – смертельный самый…
А я в Россию домой хочу,
Я так давно не видел маму.

За сто рентген зашкалил раз японский счётчик,
За пятьдесят – «светило» нам десятки раз.
Кому оставлю жар любимой дочки щёчек?
Кому отдам я свет родного сына глаз?!

Ещё рентгенчик, ещё чуть-чуть,
Последний БЭР – смертельный самый…
А я в Россию домой хочу,
Я так давно не видел маму.

Последний раз ходили взводом на реактор,
Последний раз скребли ногтями мы АЭС.
«Вертушка» в кратере и самоходный трактор,
А с нами – грамота, больница и собес!


VOGLIO TORNARE A CASA
sul motivo della canzone «L’ultima battaglia»

Da tanto ormai, son 25 anni che non amiamo più il sole,
Anche se i medici dicono che non abbiamo ferite sul corpo.
Il nostro sangue è solleticato dallo stronzio che decade,
E la nostra anima è recisa da plutonio, cesio e uranio.

Ancora un piccolo roentgen, un altro po’,
L’ultimo REM è il più letale…
E io in Russia voglio tornare a casa,
È da così tanto che non vedo la mamma.

Oltre 100 roentgen ha segnalato una volta il rilevatore giapponese,
Oltre i 50 ci si è “illuminato” decine di volte.
A chi lascerò il calore delle guance della mia figlioletta?
A chi darò la luce degli occhi di mio figlio?!

Ancora un piccolo roentgen, un altro po’,
L’ultimo REM è il più letale…
E io in Russia voglio tornare a casa,
È da così tanto che non vedo la mamma.

Per l’ultima volta siamo andati in missione al reattore,
Per l’ultima volta abbiamo grattato con le unghie la centrale.
Gli elicotteri nel cratere e il trattore semovente,
E a noi un diploma, l’ospedale e l’assistenza sociale!

Ancora un piccolo roentgen, un altro po’,
L’ultimo REM è il più letale…
E io in Russia voglio tornare a casa,
È da così tanto che non vedo la mamma.

mercoledì 4 maggio 2011

IL LIQUIDATORE - ЛИКВИДАТОР

Autore: Vitalij Strelec, poeta
Luogo: Klincy (Russia)
Data: 2011
Traduzione: S.F.

Автор: Виталий Стрелец, поэт
Место: Клинцы
Дата: 2011
Перевод: С.Ф.


ЛИКВИДАТОР

Двадцатый век. Год – восемьдесят шесть.
Апрель. Число – двадцать шестое.
Звезда – Полынь. Чернобыльская весть –
Жизнь человеков и гроша не стоит?!

Свинец, бетон – в развёрзнутую пасть
Четвёртого Чернобыльского блока,
Осколки – с кровли. Только б не упасть!
И только б выдержать, дожать до срока:

Сквозь пыл и жар невидимых лучей,
Зловещей бабы в чёрном сквозь секатор
Такой известный ЧЕЙ-ТО и НИЧЕЙ
Большими буквами на красном – ЛИКВИДАТОР.

Виталий Стрелец


IL LIQUIDATORE

Ventesimo secolo. Annoottantasei.
Aprile. Giornoventisei.
Stella – Assenzio. Nuove da Cernobyl –
La vita degli uomini non vale manco un soldo?!

Piombo, cemento – nelle fauci divelte
Del quarto blocco di Cernobyl,
Frammenti – dal tetto. Soltanto non cadere!
E soltanto resistere, il turno terminare:

Attraverso la polvere e il calore dei raggi invisibili,
Di una funesta vecchia in nero attraverso il potatore,
Tanto conosciuto, DA TUTTI e DA NESSUNO,
A lettere maiuscole sul rosso – va IL LIQUIDATORE.

Vitalij Strelec